Il gioco d’azzardo vuole risposte dallo stato italiano

Lo Stato deve assolutamente… correre e farsi carico, velocemente, di attuare la Legge Delega perchè il gioco… non può più attendere. Certamente, l’intero settore ha necessità di una revisione dell’attuale impianto normativo e regolamentare, che ha forse procurato problemi di carattere sanitario e sociale che vanno assolutamente risolti e dei quali anche lo Stato deve assumersi la responsabilità. Sono interventi da affrontare a livello centrale coinvolgendo gli enti territoriali, le parti sociali ma prendendo provvedimenti concreti e definitivi che valgano per l’intero territorio nazionale coinvolgendo anche le Regioni a statuto speciale. Questo è indispensabile perchè eviterebbero “interpretazioni diverse” tra Nord e Sud ed i vari ricorsi che sono stati effettuati presso gli svariati Tar Regionali con grande dispendio economico e di tempo.

La Legge Delega e la sua attuazione devono “arrivare” quanto prima: devono tutte le parti sedersi ad un tavolo affrontando la complessa materia del gioco ed i sui aspetti fiscali e contabili, ma anche e sopratutto quelli di carattere sociale e sanitario, puntando alla prevenzione e cura delle dipendenze che sono l’argomento forse più importante ed urgente da affrontare. Lo Stato deve assolutamente riorganizzare tutte le norme attualmente in essere, magari attraverso un testo unico, che possa conglobare l’attuale “insieme confuso” di normative: insomma un “codice” unico e più snello ed efficace in grado di poter amministratore il settore del gioco per i prossimi anni consegnando ai cittadini ed alle imprese un “dettato” preciso e migliore da seguire. Per tutto il territorio.

Il gioco d’azzardo e la provincia di brescia

Ormai, veramente, crediamo si sia raggiunto il paradosso per quanto riguarda il mondo del gioco d’azzardo! In provincia di Brescia, esattamente a Travagliato, le sale da gioco e le Vlt non possono aprirsi non solo vicino a scuole, ospedali, centri di aggregazione sociale o chiese, ma ora anche nella prossimità delle “santelle”: edicole sacre che spesso si trovano in campagna o lungo le statali. I luoghi sensibili sono sempre di più e sempre più diversificati ed ogni Comune tende a tenere “pulito” il proprio territorio aggiungendo attività sempre nuove. Praticamente le sale da gioco e, comunque, l’installazione di slot machine…. non sanno più dove stare! Ci mancava al consueto elenco dei luoghi sensibili di aggiungere appunto anche le “santelle”: le hanno individuate nel Comune di Travagliato, 13mila cittadini in provincia di Brescia, che ha adottato la legge regionale della Lombardia. Gli apparecchi da gioco sono vietati a 500 metri dai luoghi tradizionalmente più frequentati dalle categorie più “vulnerabili” e praticamente sono banditi -al 99%- in tutto il territorio comunale.

In questa città è stato fatto il primo censimento degli apparecchi da intrattenimento: tre o quattro in ogni locale pubblico, dai bar alle lavanderie, ai tabaccai, tutti regolari e nessuna mancanza da parte degli esercenti. Verranno tenuti sotto controllo, grazie anche al supporto della Polizia Municipale, affinchè sia effettivamente impedito l’accesso dei minori e per accertarsi che i gestori delle “macchinette” vigilino con coscienza ed in modo attento. Nel contempo il Comune promuoverà iniziative di sensibilizzazione puntando particolarmente sulla “questione morale”

Slot Machine vietate nei luoghi sensibili

Prima di “riflettere” sulle misure antislot relativamente alle “distanze dai luoghi sensibili” si deve sottolineare che il Legislatore Nazionale è orientato principalmente a prevedere le regolamentazioni delle “distanze” solo con riferimento alle concessioni di gioco ancora da bandire dunque non anche alle concessioni già attribuite e quindi alle realtà già esistenti. Le realtà già esistenti assicurano una copertura del territorio con l’offerta del gioco legale che consente di contrastare il sorgere dell’illegalità sul nostro territorio: in più le realtà esistenti sono già state selezionate e contrattualizzate dallo Stato con regole specifiche, prelievi erariali più o meno anticipati e cambiare le regole in corsa… non sarebbe certamente corretto ed andrebbe a creare seri problemi a chi ha investito in tali concessioni.

In pratica però quando da parte di Amministrazioni Comunali, Sindaci e quant’altro vengono emesse disposizioni e normative “restrittive” ad oltranza, si va a colpire un comparto che ha investito forze economiche e risorse umane in un’attività in cui aveva indubbiamente creduto e che non si trova a poter esercitare a causa di queste “nuove limitazioni”. Questo, indubbiamente, provoca ripercussioni non solo a livello commerciale ma anche occupazionale e sociale…. e non è certamente poco. Sono troppi i “luoghi sensibili” indicati e sono troppi sopratutto i raggi di interdizione di 500 o 300 metri imposti: in pratica i regolamenti antislot dicono di “regolamentare”, ma in realtà “vietano” e tale aspetto molto importante forse non ha trovato ancora la giusta attenzione nelle sentenze che sino ad oggi sono state emesse.